Novità Bollinger PN AYC21
Nuova edizione di Bollinger PN: AYC21 è un’espressione autentica del Pinot Noir di Aÿ e dell’annata 2021.
Pendii ripidi, terreni calcarei frammentati ed esposizione delle vigne a sud sud-ovest: il cru di Aÿ, il principale di questa edizione, regala al Pinot Noir struttura e vinosità.
Tauxiéres e Mutigny, gli altri cru in percentuale minore, conferiscono complessità e profondità.
Una nuova visione sul vitigno emblematico della Maison, che mette in mostra il suo savoir-faire secolare.
Ghilardi sigla una partnership con la Maison Drouhin
New entry nel portfolio di Ghilardi Selezioni che sigla una partnership d’eccezione con la Maison Drouhin, tra le firme più prestigiose del panorama vitivinicolo mondiale, di cui curerà la distribuzione esclusiva per il mercato italiano.
Dalla metà di febbraio 2026, i vini di Maison Joseph Drouhin e Domaine Drouhin Oregon entrano infatti ufficialmente nel catalogo Ghilardi, consolidando una proposta che punta sempre più all’alto di gamma internazionale e ai grandi terroir d’elezione.
Fondata a Beaune nel 1880, Maison Joseph Drouhin rappresenta una delle realtà familiari più autorevoli della Borgogna.
Oggi, la quarta generazione della famiglia prosegue una storia lunga oltre 140 anni, alimentata da una passione profonda e da una dedizione assoluta per il proprio territorio.
Questo spirito ha permesso di costruire un patrimonio vitivinicolo straordinario: 100 ettari distribuiti su alcuni dei più prestigiosi Climat della regione, interamente gestiti a regime biologico, che posizionano la Maison tra le tenute più vaste e prestigiose dell’intera Borgogna.
La proprietà si estende da Mâcon a Chablis, toccando la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, e include ben quattordici Grands Crus e venticinque Premiers Crus.
Champagne Experience 2026
Champagne Experience è il più importante evento italiano dedicato alle bollicine più famose del mondo.
Promosso e organizzato da Excellence srl SIDI, riunisce importatori e maison in gran parte rappresentate dagli stessi produttori francesi, presenti durante l’evento. Un’occasione unica per degustare centinaia di champagne e partecipare a Master Class con vini e relatori di altissimo livello.
A/19
A/19 nasce da un blend di 6 Cru complementari, ognuno con le sue caratteristiche uniche, selezionati durante la vendemmia 2019: Chouilly, Cramant, Le Mesnil-sur-Oger, Oger, Cuis, Vaudemange.
- 4 Grand Cru della Côte des Blancs Chouilly porta freschezza e note fruttate, Cramant vivacità e ampiezza, Le Mesnil-sur-Oger tensione, Oger mineralità gessosa.
- 1 Premier Cru della Côte des Blancs Cuis restituisce una consistenza setosa.
- 1 Premier Cru della Montagne de Reims Vaudemange dona profondità alla cuvée.
La vendemmia 2019 è iniziata i primi settembre con uve sane e con la promessa di un’annata di rara qualità.
Dopo un autunno e un inverno miti e soleggiati, la primavera si è rivelata secca, piovosa e tempestosa allo stesso tempo.
L’estate è stata torrida, con temperature record durante il giorno alternate a notti fresche: ciò ha favorito una maturazione dinamica, soprattutto per lo Chardonnay.
L’annata 2019 ha regalato vini equilibrati, eleganti e strutturati, con un grande potenziale di invecchiamento.
La microvinificazione dei singoli appezzamenti avviene in piccole vasche di acciaio inox.
Il lungo invecchiamento in cantina, della durata di 6 anni, contribuisce ad apportare una complessità aromatica e un’effervescenza cremosa, segno distintivo del Blanc de Blancs di Ayala. Il dosaggio, Extra-Brut, di 5 g/l, rende questa cuvée uno Champagne di grande purezza e freschezza.
«Brillante, con bollicine fini e dinamiche. Al naso, Ayala Le Blanc de Blancs A/19 svela eleganti aromi di pera, pompelmo e gelsomino, seguiti da note mielate. Al palato, il vino è schietto e aperto con note di
arancia rossa e pasticceria. Un vino estremamente vivace con belle note amare e una mineralità gessosa, caratteristica delle cuvée firmate da Maison Ayala».
Julian Gout, Chef de Caves
Grandi novità per Meregalli
Anno nuovo e grandi novità in casa Excellence SIDI e nello specifico per Meregalli storico membro della società d’importatori.
Dal 9 gennaio 2026 Corrado Mapelli, Direttore Generale di Gruppo Meregalli, entra a far parte in qualità di socio di Meregalli Giuseppe Spa, holding del Gruppo.
Annuncia la notizia Marcello Meregalli «Con Corrado abbiamo condiviso 25 anni di lavoro, creando insieme a tutto il team di Gruppo Meregalli una realtà leader, che si è ampliata su molti fronti del mondo vinicolo e non solo. Una realtà che guarda al futuro e ai prossimi ampliamenti, più facilmente raggiungibili con il suo aiuto e con quello di tutti i nostri collaboratori.»
La decisione è nata a inizio 2025 ed è maturata con l’acquisto di una quota del 3% da parte di Corrado Mapelli. Questa quota è di grande importanza perché l’azienda, che è stata sempre familiare al 100%, ha deciso di aprire a una persona non strettamente di famiglia, ma che ha fatto molto per la famiglia.
Conclude così Marcello Meregalli «Mi auguro che questo passaggio sia una stella in più su un firmamento di successi che vogliamo raggiungere insieme. A Corrado, personalmente, un grazie per i tanti momenti condivisi e per tutti quelli futuri. Un grande in bocca al lupo.»
Di seguito il commento di Corrado Mapelli al suo ingresso come socio in Gruppo Meregalli:
«È per me un grande onore e privilegio, un traguardo professionale che mai avrei immaginato in un’organizzazione con una storia così importante e autorevole, e con un potenziale straordinario. Il grazie è enorme e ricco di significato, ed è certamente rivolto in primis alla famiglia Meregalli ma anche a chi, in tutti questi anni, ha lavorato con me e ha permesso che ciò si avverasse. Sono entusiasta di continuare, con ancor più valore, a mettere a disposizione la mia esperienza e le mie competenze. Grazie al nostro team ricco di talenti e alla nostra guida, porteremo la nostra azienda verso una nuova fase di crescita per andare incontro a un futuro ancora più solido. Davvero grazie!»
Corso Agenti 2025


Corso U25
Da Agente a Professionista della Vendita
Il corso è riservato a candidati con un’età compresa tra 18 e 25 anni, in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, che abbiano cittadinanza italiana o permesso di soggiorno valido per motivi di studio/lavoro e che comprendano e parlino fluentemente la lingua italiana.
Il corso ha una durata di 6 settimane consecutive con modalità ibrida:
- 50% formazione online (piattaforma dedicata)
- 50% formazione in presenza (location da confermare)
Moduli formativi:
- Modulo Tecnico (2 settimane)
- Modulo Commerciale (2 settimane)
- Modulo Amministrativo/Fiscale (2 settimane).
Bollinger Pinot Noir TX20
Dopo VZ15, 16, TX17, AYC18 e di nuovo VZ19 arriva sugli scaffali delle migliori enoteche e nelle migliori carte vini di wine bar e ristoranti il PN TX20.
Non si tratta delle sigle legate a modelli di jet o supercar, anche se in verità stiamo parlando comunque di una fuoriserie, perché con la dicitura TX20 si indentifica il nuovo champagne di Bollinger.
Ce la descrive in breve Charles-Armand de Belenet, Managing Director della maison di Ay: «Questa cuvée, composta interamente da Pinot Noir, rappresenta una parte fondamentale dell’essenza, del DNA della nostra Maison: incarna una visione unica del nostro vitigno simbolo, così come il lavoro rigoroso che abbiamo dedicato al compimento di una missione che ci ispira dal 1829 – la missione di diventare creatori di stile».
Andando nel dettaglio il vino è ottenuto solamente da uve di Pinot Nero, provenienti dalla zona di Tauxières, in ensemble con i vigneti della maison ad Ay, Avenay e altri siti. Il numero venti in etichetta fa riferimento all’annata prevalente di questo vino.
Non mancano, sempre nell’assemblaggio, annate più vecchie, oltre che eccellenti, come 2008 e 2012 (nel blend ‘pesano’ per un 25%).
Affinché il gusto di questa cuvée sia complesso e profondo vengono utilizzati due ulteriori fattori: il primo è una quota molto alta di vini di riserva (52%), mentre il secondo riguarda il tempo che il vino ‘spende’ sui lieviti (il doppio del tempo richiesto dal disciplinare della denominazione).
In bocca piccoli frutti rossi acidi ma non aspri fanno da apertura ad un sapore ampio, complesso, di grande persistenza.
Jacquesson nuova Cuvée Numerata
Grande news in vista anche della prossima Champagne Experience che si terrà a Bologna il 5 e 6 ottobre prossimo.
Pellegrini S.p.A, importatore e distributore ufficiale per l’Italia della Maison Jacquesson, è orgogliosa di annunciare l’arrivo sul mercato italiano della nuova Cuvée 748 Extra Brut.
Questa cuvée nasce dall’assemblaggio dei vini provenienti dall’annata 2020, una raccolta che ha coinvolto i comuni di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon (55%), oltre a Avize e Oiry (45%).
Ogni parcella, con la sua unicità, contribuisce a creare un prodotto che si distingue ogni volta per caratteristiche che non si ripetono mai.
Il 2020 è stato un anno caratterizzato da un inverno mite e molto piovoso, seguito da una primavera estremamente soleggiata e asciutta.
Dopo i temporali di giugno, la siccità ha perdurato fino alla fine di settembre.
La vendemmia, iniziata il 26 agosto e terminata il 10 settembre, ha beneficiato di un’ottima maturità e di un perfetto equilibrio, con una qualità eccezionale dei grappoli.
La viticoltura, sempre rispettosa del suolo e delle piante, ha esaltato la diversità delle parcelle, mentre la vinificazione e l’affinamento sono avvenuti in botti di legno, senza filtrazione né chiarifica.
Ma le news in casa Jacquesson non finiscono qui con la cuvée 743 Dégorgement Tardif (quasi 90 mesi sui lieviti) e 3 millesimati, annata 2014: Dizy Terres Rouges, Champ Caïn e Corne Bautray.
Leclerc Briant e Visconti 43
Acqua e vino non si mischiano bene dirà qualcuno. La smentita arriva da Leclerc Briant.
Maison fondata nel 1872 da Lucien Leclerc, oggi entrata nel catalogo di Visconti 43, membro di Excellence SIDI.
La maison è stata tra le prime ad approcciarsi alle pratiche biologiche, sin dalla fine del 1950.
Ma cosa c’entra la premessa con questa realtà da poco entrata nel catalogo di Visconti 43?
Una delle sue cuvée. Quella chiamata Abyss è stata una delle prime ad essere affinate in mare, location che garantisce quelle condizioni di buio e temperatura, ideale ai lunghi riposi sui lieviti.
Nel caso di Lecler Briant la scelta di affinamento di questa cuvée si inserisce in un percorso votato all’armonia con la natura, per Lecler Briant non un claim, ma un comandamento, come ribadisce il fatto che i 14 ha di proprietà, sono condotti ricorrendo all’agricoltura biodinamica.
La maison dà vita a tre le linee di prodotti: i classici, che raccontano dello stile della Maison, le selezioni parcellari, e i singoli vigneti, certificati biodinamici, interpretati secondo le peculiarità di una singola annata, e infine le specialità.
Castello di Volpaia e Sarzi Amadè
1.172, mica ieri l’altro. La data in apertura è quella della lunga storia che può vantare Castello di Volpaia, realtà leader del Chianti Classico, da poco entrata nel catalogo di Sarzi Amadè, pilastro di Excellence SIDI.
«Siamo onorati di accogliere Castello di Volpaia tra i nostri partner, arricchendo l’offerta italiana del portfolio Sarzi Amadè» commenta Alessandro Sarzi Amadè, alla guida dell’omonima azienda distributrice con headquarter nel cuore di Milano.
«Siamo colpiti dall’impegno della cantina nel rappresentare l’Alto Chianti nel segno della sostenibilità e dell’eccellenza qualitativa: è questo che ricerchiamo nelle cantine che selezioniamo per la nostra clientela».
Tornando all’azienda chiantigiana, la cui produzione si evidenzia anche in virtù di etichette classificate come Bio, bisogna sottolineare come l’espressività della cantina passi da 45 ettari, in gran parte dedicati al Sangiovese.
Da questa apparente ricetta votata alla semplicità in realtà nascono vini di grande complessità espressiva come i Chianti Classico Grand Selezione Coltassala, superautoctono grazie a un mix di Sangiovese e Mammolo, il Casanova che si esprime mediante un assolo di Sangiovese e il Balifico, un IGT che associa Sangiovese e Cabernet.
Sagna e Maison Deutz
«Questa collaborazione ci rende orgogliosi e soddisfatti del percorso che abbiamo intrapreso e che ci ha portato a questo importante traguardo. È una vera e propria sfida che ci stimola ad accrescere ulteriormente il nostro impegno per proporre prodotti di eccellenza alla nostra clientela», ha dichiarato Carlo Alberto Sagna, Direttore Commerciale di Sagna S.p.A.
«Questo nuovo capitolo della nostra storia si inserisce perfettamente nella filosofia aziendale, che da sempre mette al centro la ricerca della qualità, l’eccellenza dei prodotti e la costruzione di relazioni solide e durature con partner che condividono i nostri stessi valori», ha affermato Leonardo Sagna, Direttore Amministrativo di Sagna S.p.a.
Di cosa si tratta?
Ma di una grande notizia visto che il noto importatore piemontese, membro di Excellence SIDI, da quest’anno sarà anche il distributore esclusivo per l’Italia della maison Deutz.
Una realtà indipendente a gestione familiare, che non ha certo bisogno di presentazioni, forte di una qualità espressa sin dalle cuvée d’entrata, ma anche da vertici qualitativi come la cuvée de prestige intitolata a William Deutz e le due versioni, bianca e rosata, dell’Amour de Deutz.
Tenuta Fratini ritorna nel mondo del vino insieme a Meregalli
Erano già stati da queste parti, siamo nella zona di Bolgheri, con un progetto enologico precedente sino al 2016.
Oggi la famiglia Fratini ritorna sempre qui, l’aria di casa si sarà fatta sentire, con una tenuta che porta il loro cognome.
Tenuta Fratini è molto grande. Siamo di fronte ad un progetto che può contare su 1000 ettari, anche se quelli dedicati alla vite, oggi, sono solamente 28.
Le varietà presenti su questa porzione di azienda sono quelle tipiche della zona: Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.
I terreni in cui cresce la santa trinità delle varietà del bolgherese, e alla fine anche del bordolese, sono geologicamente caratterizzati da una natura piuttosto eterogenea, adagiata su alcuni dei pendii più alti delle colline metallifere del comprensorio bolgherese; fattore che permette alle parcelle della tenuta di godere di venti freschi nei caldi mesi estivi.
Se qualche riga più in alto abbiamo scomodato il rapporto di contiguità con Bordeaux non è solo per un’affinità varietale, ma in qualche modo anche produttiva.
Eric Boissenot, la superstar dei consulenti della riva sinistra, uno che annovera consulenze pluriennali con i top châteaux bordolesi come Mouton, Lafite & co, ha collaborato e collabora con la tenuta per far sì che il terroir dell’azienda possa esprimersi, da subito, sul registro dell’eccellenza.
I vini che da questo progetto derivano, in Italia saranno distribuiti in esclusiva da Meregalli (socio Excellence SIDI), sono il Clinio (IGT Toscana a base Merlot), l’Harte e l’Hortense: quest’ultimo duo in etichetta reca la denominazione Bolgheri Superiore e per entrambi il vitigno di riferimento è il Cabernet Franc.
Come non confonderli?
L’Harte è più spigoloso e selvaggio, rimanendo sempre identitario, l’Hortense invece ha più rigore e struttura, senza tuttavia che la facilità di beva, e di abbinamento, ne venga pregiudicata.
Closerie Saint Roc
Un bordeaux dove il terroir conta.
Contate che i vini di Bordeaux, in generale, non sono conosciuti – erroneamente – come vini di terroir. Closerie Saint Roc smentisce questo preconcetto.
Il gps del vino ci porta sulla riva destra, zoommando arriviamo sui quei territori che prendono il nome di satelliti di Saint-Émilion. Per la precisione l’azienda, poco più di 15 ha, si trova a Puisseguin, su di una delle posizioni più alte della zona: 100 metri slm.
L’altitudine si sa non è una delle caratteristiche di Bordeaux, mentre la variabilità dei suoli, combinata con la presenza in vigna di più varietà di uva (Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon), contribuisce a definire quella complessità che si avverte assaggiando i vini che qui si producono.
Li ‘fanno’, insieme al terroir, i membri della famiglia Amoreau, già proprietari di Château le Puy, altro bordeaux dallo stile inconfondibile.
I suoli che caratterizzano il vigneto aziendale sono composti in prevalenza da un mix di argilla e calcare. Questa mappatura geologica si diversifica in tre sottoterroirs, a loro volta identificati dalla popolazione arborea che li popola, insieme alle viti.
Pini, noci e sambuchi danno vita ad altrettante etichette, oltre al classico blend ricavato da diversi terroir aziendali.
La gestione della vigna, le piante hanno in media 35 anni di età, è biologica e insieme biodinamica, pratiche a loro volta arricchite da un sistema di attivazione microbiologica dei terreni – la vitalità del luogo di lavoro innanzitutto – fortemente voluto dalla famiglia Amoreau.
Trattandosi di vini di terroir la prassi di cantina è un mero esercizio di trasformazione, che utilizza acciaio in fermentazione e legno in affinamento per periodi mai superiori ai 18 mesi.
I vini di Closerie Saint Roc arrivano in Italia grazie a ViteVini, membri di Excellence SIDI.
Novità in casa Meregalli
In attesa del Modena Champagne Exprience 2024, Meregalli, membro di Excellence SIDI, presenta al mercato diverse news in fatto di distillati.
Si tratta addirittura di 2 whisky e altrettanti vermouth.
Partiamo subito dal grado alcolico più basso, con il red e il white vermouth di Scapegrace.
Il progetto chiamato Scapegrace arriva dall’altra parte del mondo: Nuova Zelanda.
Hanno cominciato con gin e vodka, in entrambi i casi aromaticamente personalizzati con elementi botanici locali.
A questi spiriti hanno da poco aggiunto anche 2 whisky single malt. I nomi? Anthem e Vanguard.
Nel primo caso l’elemento autoctono si deve al legno di manuka, da questa pianta deriva un miele di eccellente qualità, in grado di vantare addirittura straordinarie qualità anti-influenzali.
Bruciando questo pregiatissimo legno si affumica il grano Laureate, indispensabile per la realizzazione di questo whisky.
Dopo la distillazione il liquido che si ottiene viene fatto riposare in botti nuove di rovere francese, mostrando all’assaggio sensazioni di miele, fieno e spezie.
Il Vanguard prende vita dalla stessa lavorazione dell’Anthem con l’unica differenza che il grano non viene sottoposto ad affumicatura.
Il gusto perciò risulta più morbido e goloso, specie su sensazioni di vaniglia e pera.
Claude Cazals
Claude e Clos. Pronunciati in fretta le due parole sembrano, foneticamente parlando, molto simili.
E forse lo sono perché Claude oltre ad essere il fondatore di una maison di champagne molto reputata, è anche un vigneron che detiene parte di uno dei 21 Clos della Champagne; il Clos Cazals appunto (in origine chiamato Château d’Oger).
Questo piccolo ma prestigioso appezzamento cinto da mura, conta in totale su 3,70 ha.
Tornando alla maison Cazals questa prende vita sul finire dell’800, per la precisione 1897.
Oggi, sotto la guida di Delphine, sono arrivati alla 4°generazione, continuano a dedicarsi ai 10 ettari aziendali, tutti quanti coltivati esclusivamente a Chardonnay, molti dei quali per altro in zone classificate Grand Cru.
Tra gli ettari di proprietà, come detto, figurano anche quelli situati nel Clos Cazals.
Parcelle in quest’ultimo caso coltivate in regime di agricoltura biologica, perché ancora oggi, secondo Delphine, la qualità degli champagne di Cazals deriva dalla quella dei suoli. La gamma dei vini della maison, composta da 8 etichette, per la gran parte proviene dai Grand Cru di Oger e Mesnil-sur-Oger.
I dosaggi delle versioni secche non superano mai i 7 gr/litro.
Per questo gli champagne di Claude Cazals mostrano sempre grande purezza e aderenza varietale, compresa quella profonda e avvertibile vena minerale che è un po’ la firma del terroir.
Dal mese di settembre gli champagne di questa maison saranno importati in esclusiva per l’Italia da Bolis: realtà che fa capo ad Andrea Bolis, da anni membro di Excellence Sidi.
Una selezione delle etichette di Claude Cazals sarà presente alla prossima edizione di Modena Champagne Experience (20-21 ottobre).
Ponzi Wines
Parlando di vino, e nello specifico americano, cosa significa la sigla AVA?
Innanzitutto il significato: American Viticultural Area.
I vini che sono prodotti in una determinata AVA ricevono una specie di tutela come i vini sottoposti a denominazione ma al tempo stesso devono rispettare una serie di regole, in alcuni casi molto stringenti.
Una delle AVA degli Stati Uniti è quella relativa ai vini prodotti nella Willamette Valley.
Siamo in Oregon, parte nord ovest degli Stati Uniti, per la precisione a sud di Portland. Qui negli anni ’70 i Ponzi hanno costruito la propria cantina. Per la precisione siamo nell’AVA Laurelwood District.
Il clima è temperato e i terreni sono composti da un mix di loess, molto fertile, e basalto (terreno di origine vulcanica). Il mix dei due terreni comporta nei vini che da qui si ricavano un’intensa speziatura piccante.
La cantina è ancora guidata da un membro della famiglia: nello specifico Luisa, oggi affiancata dai nuovi proprietari: il gruppo Bollinger.
I vini della famiglia Ponzi sono da poco importati in esclusiva in Italia da Meregalli. In totale sugli scaffali delle enoteche di casa nostra potremo trovare 4 etichette: 3 rosse e una bianca.
Su tutte probabilmente spicca il Pinot Noir Reserve. Un vino ampio, ma sempre elegante, con note di paprika e anice stellato.
PN VZ19
La sigla simile a quella degli aerei di linea.
Si tratta invece di un vino, prodotto dalla maison Bollinger, che tuttavia è in grado di far decollare non solo l’idea di un vino di terroir, ma anche il gusto di chi lo assaggerà.
La gamma di etichette della maison di Ay, importata in esclusiva in Italia da Meregalli, si arricchisce di un nuovo perlage: il PN VZ19.
Di fatto si tratta di un Blanc de Noirs composto solamente da Pinot Nero, ricavato principalmente dal cru, pardon Grand Cru, di Verzenay.
Il numero 19 invece fa riferimento all’annata maggiormente presente nel vino: la 2019.
Scendendo nel dettaglio dell’architettura gustativa di questa etichetta diremo che l’annata più vecchia presente nell’assemblaggio è la 2009 , il riposo sui lieviti è molto più lungo rispetto ai limiti del disciplinare e il dosaggio è moderato, arrivando al massimo a 6 gr/litro.
In bocca il PN VZ19 mostra una carica fruttata matura, anche se piuttosto vivace, che ruota attorno agli agrumi dolci e alla susina mirabella.
Procede nel medio palato nuovamente con la carica fruttata appena descritta, mescolandola tuttavia con una speziatura leggera e cremosa.
Chiude lungo e piacevolissimo.
Domaine Anita
In questi giorni di giugno di grandi classiche del ciclismo, senza contare l’inizio del tour de France, ecco una storia di ciclismo e vino.
Grazie a Vino & Design, socio di Excellence SIDI, arriva in Italia Domaine Anita.
Un’azienda che ha spuntato di recente punteggi eccellenti dalla critica. In particolar modo James Suckling ha assegnato ad un vino dell’azienda ben 100/100.
Un traguardo prestigioso che, come accade nel ciclismo, nasce con fatica, determinazione e tempo.
Era la fine degli anni ’90 quando Anta Neveau lascia il ciclismo professionistico per dedicarsi al vino. Siamo nel Beaujolais.
Anita tuttavia si butta nella nuova avventura con coscienza, per questo decide prima di studiare a Beaune e solo in un secondo tempo comincia a fare vino su poco meno di 20 ettari, suddivisi tra ben 6 denominazioni differenti: Beaujolais, Beaujolais Village, Morgon, Chénas, Fleurie e Moulin à Vent.
In cantina l’azienda produce vini partendo ‘semplicemente’ da fermentazioni spontanee realizzate in cemento.
Gérard Bertrand
Rosato ma non solo, location? Sud della Francia, con viti allevate in biodinamica. Tutto abbastanza nella norma, tutto abbastanza già visto.
Peccato che i vini rosati che compongono la gamma di etichette dell’azienda Gérard Bertrand siano numerosi, come lo sono le tenute di proprietà, ben 17, e gli ettari, oltre 800, coltivati seguendo i dettami, oramai centenari, di Rudolf Steiner: il papà della biodinamica.
Gérard è un ex rugbista ed oggi, di fatto, uno degli alfieri dei rosé della regione dell’Occitania.
Da un personale problema al fegato, curato da un amico medico grazie all’omeopatia, Gérard comprende che il segreto per far crescere in salute le sue viti, non dovesse ‘passare’ dalla cura, bensì dalla prevenzione.
Per questo estende le buone pratiche della biodinamica alla gran parte dei vigneti aziendali.
Anche in cantina Gérard e il suo staff cercano di non utilizzare acciaio, ma solo legno e cemento, materiali più inerti dal punto di vista dell’elettromagnetismo.
I vini di Gérard Bertrand sono classicamente realizzati grazie a un blend di vitigni, in gran parte autoctoni.
Varietà utili, insieme a una fase produttiva con interventi davvero minimi, ad esprimere in ogni sorso il ‘senso del luogo’.
La gamma di etichette di Gérard Bertrand la trovate in esclusiva nel catalogo di Ghilardi Selezioni, da anni socio di Excellence SIDI.
2023 En Primeur Bordeaux
Appena terminata l’anteprima dell’annata 2023. Diciamo subito annata molto buona, da bere e… da acquistare.
Andiamo per gradi, partendo dall’annata. Diciamo subito che non si tratta di un millesimo di quantità, come dimostra il fatto che la 2023 rappresenta il terzo millesimo in fila con meno rese per ettaro.
La palma della denominazione con meno uva per ettaro spetta a Margaux. Il problema più evidente durante la stagione? La peronospora. Si tratta di un’infezione fungina che ha attaccato il 90% del patrimonio vitato della regione bordolese.
Dal lato meteo la 2023 ha mostrato caldo, ma non troppo, e pioggia quando è servita. Poca resa ma di qualità molto buona quindi, come hanno messo in luce gli assaggi durante la settimana en primeur tenutasi dal 22 al 25 aprile scorso.
Ora parliamo di rive.
I vini di Saint-Émilion hanno evidenziato un equilibrio già parecchio coeso e integrato, specie pensando che i vini dovranno rimanere per un altro anno in legno. Anche Pomerol ha mostrato parecchie similitudini con la confinante Saint-Émilion, specie sul realismo del frutto e sulle sensazioni di coesione tra i vari elementi del sorso.
La critica, specie quella oltreoceano, ha premiato proprio questa riva.
Dalla parte opposta, riva sinistra, la maggiore quota di Cabernet Sauvignon presente nei vini ha invece determinato un dinamismo maggiore, con vini che ancora si devono ‘fare’, ma le cui doti migliori, soprattutto freschezza, sono già percepibili.
Ora veniamo ai vantaggi per gli aficionados.
I prezzi stanno via via uscendo dai négociants. Come ribadito anche da Winenews sembra che, rispetto alla 2022, ci siano molte occasioni, anche tra le aziende top. In chiusura ricordiamo che sui vini di Bordeaux non ci sono esclusive.
Nonostante questo quasi tutti i soci di Excellence Sidi hanno a catalogo i vini di questa storica regione.
En primeur a Bordeaux
Dal 21 al 27 aprile a Bordeaux si svolge l’en primeur. Si tratta della degustazione in anteprima dell’annata 2023.
I vini in assaggio sono perciò dei campioni di botte, che verranno messi sul mercato circa un anno e mezzo dopo questa degustazione.
Per il cliente finale, consumatore o collezionista che sia, questo momento presenta molti vantaggi, a partire da prezzi, piuttosto bassi.
Ovviamente bisogna avere un négociant e spesso un importatore di riferimento, anche per districarsi con le innovazioni, tante, o in generale i cambiamenti che possono interessare i vari châteaux.
A questo va sommato un ulteriore vantaggio per chi, alla fine, metterà le mani su quella bottiglia di quel determinato château: il formato.
Solo durante le anteprime ci si possono assicurare imbottigliamenti particolari.
Di solito in un’annata media i prezzi non crescono o almeno non quanto in una buona.
Anche per chi guarda a Bordeaux come vini da investimento l’anteprima può essere una tappa da non perdere, anche se… Anche se i Bordeaux non dominano più questo scenario come in passato; oltre 10 anni fa costituivano il 90% dell’offerta.
Tuttavia considerando che la bolla relativa ai vini di Borgogna, secondo molti, si sgonfierà a breve, l’anteprima di Bordeaux potrebbe tornare ‘di moda’.
Negli ultimi anni infatti sono stati gli châteaux della riva destra, specie i top di Pomerol e Saint-Émilion, l’oggetto del desiderio di molti collezionisti, di molti investitori e altrettanti consumatori.
Motivo? Più di uno. Le ridotte dimensioni delle aziende, anche meno di 10 ha, unite a qualche vendemmia non proprio abbondante hanno fornito a questi vini il carattere di esclusività che manca ai vini della riva sinistra.
A questo si legano le sempre più innovative tecniche di cantina e la ‘prontezza’ maggiore messa in pista, pardon nel bicchiere, dal Merlot, varietà prevalente in questi vini.
Rimanete connessi con il nostro sito e con le nostre pagine social per avere un resoconto dettagliato post anteprima 2023.
Grande Année 2015 e Grande Année Rosé 2015 solo da Bollinger
Due nuove uscite da Bollinger. Si tratta di la Grande Année sia in versione classica, banalizzando potremmo dire bianca, sia rosé.
La chiave di lettura per entrambe queste due etichette, distribuite in esclusiva per il nostro paese da Meregalli (Socio Excellence srl SIDI), è l’annata.
La 2015 è stato un millesimo in cui tutto è andato per il verso giusto.
La vendemmia ha preso il via il 4 settembre con acini piccoli, di buona acidità, nonostante il calore della stagione, e, cosa essenziale, in ottima salute.
La Grande Année 2015 è composta, come da stile maison, dal 60% di Pinot Nero, completato da Chardonnay.
Le uve per questo vino arrivano da ben 11 crus della regione, molti dei quali collocati in villaggi classificati Grand Cru come: Verzenay, Ay, Chouilly e Avize. La carica aromatica e gustativa delle uve viene definita non solo da una vinificazione realizzata in legno, ma anche da un lungo riposo sui lieviti.
Il dosaggio, 8 gr/litro, non copre la carica saporita di questo perlage, il cui carattere è riassumibile da parole come: concentrazione e generosità.
Per la versione rosé della Grande Année 2015 la prevalenza varietale del blend vede ancora in vantaggio il Pinot Nero 62%) completato da Chardonnay e ‘colorato’ e ‘insaporito’ da un 5% di vino rosso fermo, proveniente dal famoso vigneto chiamato Côte aux Enfants.
Stesso iter produttivo della versione bianca, cui fa seguito un dosaggio leggermente più basso (7 gr/litro).
In bocca è setoso ma rigoroso, vinoso, ma senza mai perdere la verve champenois, grazie a toni di frutti rossi, nocciola e arancia sanguinella.
The Gardener London Dry Gin
Nuova entrata in casa Ghilardi Selezioni.
Pietro Ghilardi e Marianna Sicheri Mazzoleni (direttore marketing di Ghilardi Selezioni) da tempo hanno sviluppato un ricco catalogo di chicche in fatto di distillati.
Il parco di etichette ad alta gradazione che popolano il catalogo dell’importatore bergamasco, nonché socio Excellence srl SIDI, si arricchisce di un nuovo gin.
Uno prodotto in Costa Azzurra addirittura da Brad Pitt, in collaborazione con la famiglia Perrin e insieme a Tom Nichol, ex mastro distillatore di Tanqueray.
The Gardener London Dry Gin è un tributo liquido alla Costa Azzurra, non solo per quanto riguarda i profumi e i sapori, ma anche rispetto al colore: un bell’azzurro brillante e cristallino.
100% certificato organico the Gardener London Dry Gin è composto da numerose botaniche, tra cui spiccano ginepro, angelica, pompelmo, arance dolci e amare, cresciute nel cuore della Riviera francese.
Ayala A/18
Nonostante la collocazione della maison nella Valle de la Marna, Ayala ha sempre dato grande importanza allo Chardonnay.
Lo dimostra con la prevalenza che dedica a questa varietà in molte referenze della propria gamma di etichette.
Una visione oggi vincente, supportata dal fatto che questo vitigno resiste meglio di altri al fenomeno del riscaldamento globale, permettendo al tempo stesso agli champagne in cui è presente di mantenere alto il livello di uno dei pilastri dello champagne: la freschezza. Ayala Blanc de Blancs A/18 è il nuovo vino della maison, importato in esclusiva da Meregalli (Socio Excellence SIDI).
L’annata 2018 dopo un inverno piovoso e una primavera mite, ha fatto riscontrare un’estate secca e calda.
Le uve di Chardonnay, provenienti da grandi terroirs (22 in totale tra cui Chouilly, Cramant, Le Mesnil-sur-Oger e Oger) hanno portato le uve ad una perfetta maturazione, lasciando intatto il patrimonio di acidità tipico del varietale.
Il lungo affinamento sui lieviti (6 anni) e il dosaggio contenuto (5 gr/litro) hanno ulteriormente dato complessità al prodotto finale.
Julian Gout, chef de cave della maison, così descrive il Blanc de Blancs A/18: il vino rivela un naso elegante con aromi di pera, pompelmo e gelsomino, accompagnati da note di miele.
Al palato è fresco, seguito da note di arancia rossa e pasticceria. Il vino ha una grande vivacità, grazie a sentori fini e ad una mineralità gessosa, caratterista di questa cuvée emblematica di Maison Ayala.
Proposta Vini festeggia 40 anni di attività
40 anni e non sentirli.
Proposta Vini distributore e membro di Società Excellence nasce, da Gianpaolo Girardi, nel 1984.
Quest’anno la società trentina che oggi vede Gianpaolo affiancato dal figlio Andrea, oltre a tagliare il traguardo dei 40 anni, chiuderà probabilmente la stagione con un venduto pari a circa 3 milioni di bottiglie.
Un numero elevato specie in relazione alle referenze.
Vini in molti casi di piccoli artigiani che difficilmente, proprio per il loro carattere locale, avrebbero potuto vincere la sfida dell’Horeca se non con il prezioso supporto di Proposta VIni.
Quanto appena detto viene riassunto da una serie di progetti ad hoc voluti dalla famiglia Girardi come quello chiamato Vini dell’Angelo: incentrato sul recupero di vitigni storici trentini dimenticati.
Ad oggi il catalogo dell’azienda di Gianpaolo e Andrea conta oltre 400 cantine, distribuite grazie a una rete, competente e allenata da formazione continua, di ben 130 agenti.
Auguri!
Novità in casa Meregalli
Davvero tante novità. Meregalli, membro di Società Excellence, inaugura il 2024 con un sacco di novità sia dal mondo del vino sia dalla galassia dei distillati.
Partendo dal vino è notizia di fine gennaio che Bibi Graetz distribuirà le proprie etichette in tutta Italia, grazie alla rete vendita del distributore monzese.
Per chi non lo conoscesse, immaginiamo davvero pochi, Bibi Graetz è un’azienda che nasce sui colli fiorentini, prendendo il nome dal suo fondatore.
Dopo una vita dedicata all’arte Bibi si dedica alle sue viti, tutte appartenenti a varietà autoctone toscane.
I successi di critica e pubblico non lasciano indietro nessuna dei vini dell’azienda.
Etichette dai nomi stravaganti, ma ormai entrati nel lessico degli appassionati: Colore, Testamatta, Bollamatta e Soffocone di Vincigliata.
La qualità di Bibi Graetz è riconosciuta anche fuori dall’Italia come dimostra il fatto che i suoi vini sono commercializzati, insieme a pochi altri vini italiani sulla Place de Bordeaux.
Meregalli ha stretto anche un altro importante accordo, questa volta in relazione ai distillati.
Da pochi mesi Marcello Meregalli e il suo team distribuiranno in Italia i rum di SANTA TERESA, gli Scotch prodotti da CRAIGELLACHIE e ABERFELDY, i Bourbon di ANGEL’S ENVY per citarne.
La partnership con questi marchi, appartenenti al portfolio Martini & Rossisi si fonda, tra gli altri, sulla grande vocazione al mercato HoReCa della Meregalli Spirits.
Alexandre Bonnet
Una champagne lontana dalla champagne.
In realtà Alexandre Bonnet è più che mai vicina al carattere del proprio territorio, quello di Les Riceys, ma anche con un altro grande terroir, che chilometricamente parlando non le è poi così lontano: la Borgogna.
Les Riceys ha poco più di 800 ha di vigneto.
Qui insistono ben 3 doc, là le chiamano appellazioni, ovvero quelle della champagne, ma anche quella dei coteaux champenois, di fatto i vini fermi sempre prodotti nella Champagne, e quella di rosé-des-riceys.
La distanza dalle capitali della regione probabilmente ha permesso ai produttori di queste parti un approccio in cui l’etichetta sia molto più legata al luogo da cui deriva.
A questo aggiungiamo il fatto che l’Aube e ancor di più Les Riceys siano stati solo di recente inseriti nella denominazione Champagne, a cui per anni hanno fatto da supporto qualitativo e quantitativo, in particolar modo con le proprie uve di Pinot Nero.
Oggi il domaine Alexandre Bonnet è guidato da Arnaud Fabre che vuole, con le proprie etichette, evidenziare l’unicità del luogo: “abbiamo saputo conservare nel nostro Dna una parte di Borgogna”.
Quella legata ad una mineralità marina, infusa nei vini da terreni di matrice Kimmeridgiana, la stessa che caratterizza i vigneti di Chablis.
La gamma della maison Alexandre Bonnet si compone di 8 etichette, di cui 3 vini fermi.
Per scoprirli potete affidarvi a Sarzi Amadé, che di Alexandre Bonnet è l’importatore unico per l’Italia.
Sarzi Amadé è tra i membri di Società Excellence.
Per dare un’occhiata al docufilm sul domaine potete cliccare qui.
Vigna Liuzza novità a catalogo Pellegrini spa
La Maremma fa parte di una Toscana per certi versi decentrata.
Per questo i vini che qui si producono sono sempre stati per certi versi un po’ fuori dai radar degli appassionati e purtroppo anche della critica.
A questo va aggiunto il fatto che il territorio ha spesso espresso, specie in passato, una qualità molto, alle volte troppo, eterogenea.
Vigna Liuzza è un progetto piuttosto recente.
La firma è quella della famiglia Tanzini, da queste parti una certezza enologica, per altro in chiave fortemente identitaria, che riprende un vigneto storico di queste parti, datato anni ’80.
Gli ettari di Villa Liuzza sono solo 3.
I terreni che ospitano le uve di Sangiovese sono di matrice argillosa e insieme sabbiosa.
In cantina la scelta è quella di un affinamento non troppo prolungato, 1 anno, in botte di grandi dimensioni, così da lasciare il sorso più vero che mai su note di frutto rosso e viola, senza dimenticare la nota selvatica di erbe officinali.
Vigna Liuzza è oggi distribuita in esclusiva da Pellegrini spa (pellegrinispa.net), membro di Società Excellence.
Delamain Oiseau Rare
In previsione delle feste i grandi marchi, nel senso qualitativo del termine, si apprestano ad estrarre dai cilindri, di fatto le rispettive cantine, riserve prestigiose.
C’è chi non pensa solo al contenuto, comunque pregiatissimo, ma anche al contenitore.
La foto della bottiglia del nuovo Delamain Oiseau Rare ne è un esempio.
In realtà l’occasione per questa nuova uscita da parte della famosa maison, leader nella produzione del Cognac, si deve al suo prossimo bicentenario.
La bottiglia, pardon è un decanter, nasce dalla passione di Jacques Delamain per il mondo naturale. I decori sul vetro del flacone dell’Oiseau Rare raffigurano infatti piante e volatili.
All’interno un distillato che riposa in legno per almeno 10 anni.
La complessità di naso e sapore è incredibile, specie sulle sensazioni di frutta (agrumi, pesca e albicocca sia fresche sia disidratate) e spezie.
Questo Cognac come tutti i prodotti di Delamain sono distribuiti in esclusiva da Sagna, membro di Società Excellence.
Top 100 wine di wine spectaror e mercato
Le guide e le classifiche, per carità. Questo il trend di oggi. Tuttavia non tutte le guide o le classifiche sono uguali.
Dipende infatti dai diversi gradi di autorevolezza la reputazione di questi strumenti di valutazione e di condizionamento del mercato.
Da poco Wine Specatator ha pubblicato la propria classifica dei migliori 100 vini del 2023. Cosa è accaduto al mercato dopo la pubblicazione di questa lista dei top 100 vini al mondo secondo l’influente rivista americana?
Facciamo un passo indietro e parliamo delle modalità di redazione della lista.
Il ranking è redatto non basandosi solamente sulla qualità dell’assaggio, ma anche su altri valori come il numero di bottiglie prodotte, oltre che disponibili negli Usa, e infine sul loro rapporto qualità prezzo.
Quindi non si parla solo di ‘bontà’. Ognuno sceglie, per le proprie classifiche, i parametri che ritiene più opportuni. Nonostante questo la capacità del magazine americano di condizionare il mercato è risultata piuttosto alta.
Lo dimostra l’andamento del mercato del primo classificato: il Brunello di Montalcino 2018 prodotto da Argiano.
Se prima dell’incoronazione quale miglior vino al mondo non si registravano scambi rilevanti per questa referenza, subito dopo la proclamazione la richiesta del mercato ha fatto schizzare questa referenza tra i vini più ricercati.
A questo si aggiunge anche il fatto che il prezzo della cassa da 6 bottiglie sia aumentato da poco meno di 500 sterline, sino a 634 sterline.
Per la cronaca al secondo posto si è piazzata la cantina americana Occidental, con il Pinot Nero Sonoma Coast Freestone del 2021.
Con il terzo posto si torna in Europa e nello specifico a Bordeaux con l’annata 2010 di Château Lynch-Bages.
Soprattutto per il terzo classificato, che per altro si è guadagnato un punteggio di 96/100 da parte del critico di Wine Spectator James Molesworth, vanno segnalati l’aumento degli scambi ma ad un prezzo inferiore rispetto all’uscita sul mercato.
I vini di Bordeaux in Italia sono importati praticamente dalla totalità dei membri di Società Excellence.
I vini di Argiano sono distribuiti in esclusiva per l’Italia da Balan.
Fine Wines e inflazione
I vini fini vengono considerati come investimenti grazie a cui, ovviamente all’interno in un portafoglio differenziato, resistere alla pressante inflazione di questi ultimi periodi.
Quali tra i fine wines hanno retto meglio la pressione dell’inflazione e delle contrazioni del mercato, venendo perciò scambiati maggiormente o strappando valutazioni più alte?
Bordeaux certamente, Champagne, anche se in calo rispetto a qualche anno fa, più di tutti la Borgogna.
Se consideriamo i valori d’inflazioni della Gran Bretagna, leggermente più alti di quelli di casa nostra ma con un valore complessivo che non supera il 7%, alcuni vini di Borgogna hanno avuto performance molto resilienti, rispetto all’inflazione dell’ultimo anno.
Il migliore è stato il Montrachet Marquis de Laguiche ’19 di Joseph Drouhin; maison è importata in esclusiva di Italia da Balan (membro di Società Excellence).
Tornando al vino si tratta di un’etichetta ricavata da una parcella curata dalla maison Drouhin sin dagli anni ’40.
Terreni calcarei e insieme rossastri, poveri, in francese ‘rachet’ significa ‘non fertile’.
Nonostante il nome il risultato è un vino potente, ma che rimane sempre elegante, merito di una vinificazione in legno: l’affinamento dura meno di due anni in legno di cui un terzo nuovo.
La 2019 è stata un’annata molto buona, che ha permesso al vino non solo di reggere i colpi dell’inflazione, ma di replicare con una crescita di valore complessiva, superiore al 60% dalla data di rilascio della cassa sul mercato.
Alla luce di questo la 2021, meno abbondante, rispetto ad una referenza già molto poco diffusa, probabilmente rappresenterà un ulteriore strumento di difesa contro l’inflazione.
Di seguito un grafico che evidenzia la performance dei vini fini (linee bordeaux e blu) anche nei confronti di un bene rifugio come l’oro.
Amaury Beaufort
Nuovo ingresso a catalogo di ViteVini, per altro appena presentato all’ultima edizione della Modena Champagne Experience 2023.
Il duo di ragazzi di Genova e la loro piccola, solo per dimensioni, distribuzione, mettono a catalogo un ragazzo dal cognome importante tra gli champagne lovers.
Si tratta di Amaury Beaufort, figlio del più famoso, per ora, Jacques.
Dopo una parentesi in Borgogna (2006), ma sempre a suon di bollicine, Amaury torna in Champagne. Siamo, o meglio dire eravamo nel 2018, quando nasce la sua maison.
Avendo imparato la grande, anzi totale, importanza del terroir, Amaury dedica attenzione totale a preservare il carattere gustativo dei sui 0,88 ha.
Le vigne, in alcuni casi risalenti agli anni ’70, sono gestite in biologico, con chioma molto alta per ridurre, ad esempio, il rischio di gelate. In totale dal suo Le Jardinot à Polisy, ecco il nome della vigna, Amaury ricava, da terreni marnosi e calcarei del periodo kimmeridgiano, stessa conformazione geologica di Chablis, il ‘necessario’ per circa 7000 bottiglie.
Una nicchia che in cantina da uva si trasforma in champagne grazie a vinificazioni meticolose, con fermentazioni spontanee, no malolattiche, no filtrazioni e affinamenti in barrique e botti grandi per almeno due anni. Il risultato?
Uno champagne ricco di materia, tensione, profondità.
Bruno Paillard Blanc de Noirs Extra Brut
La nuova etichetta della maison Bruno Paillard (importato in esclusiva in Italia da Cuzziol GrandiVini) ha come oggetto il Pinot Nero; uno multivintage, ma da uve esclusivamente classificate Grand Cru.
La maison inizia a pensare a questo vino circa 9 anni fa.
L’obiettivo? Realizzare un perlage in cui la sua caratteristica principale non fosse la potenza, ma piuttosto la finezza e la profondità del Pinot Nero, per l’occasione proveniente dalla parte nord (Verzy, Verzenay e Mailly) della Montagna di Reims.
Cru ed esposizione più freddi, come dimostra anche il profilo gustativo del vino (in parte affinato in legno), più votato ad un sorso aristocratico, salatissimo, mai piacione senza tuttavia risultare rigido.
Completano la ricetta di questa nuova etichetta una sosta sui lieviti che si prolunga di almeno 3 anni.
Scambi vino maggio-giugno
Nonostante il clima sempre più caldo e, di conseguenza, i luoghi di villeggiatura siano sempre più affollati, a non riposare mai è il mercato del vino.
Analizzando il trend degli ultimi due mesi (maggio-giugno) quello che emerge è che siamo nel pieno della campagna dell’en primeur 2022 dei vini di Bordeaux.
Di cosa si tratta? In brevissimo con questa forma di vendita anteprima si commercializzano, ancora prima che siano in bottiglia, i vini di una determinata annata. In questo caso si tratta dell’eccellente 2022.
Questa forma di vendita è storicamente utilizzata dai vini prodotti a Bordeaux.
Dal grafico che segue è chiaro che le colonne più evidenti del diagramma vedono spiccare i vini di Bordeaux, in quanto oggetto dell’attuale vendita en primeur.
Nonostante la stagione, invece lo champagne cala.
Bisogna innanzitutto dire che la flessione riguarda vini che in gran parte vengono acquistati come investimento o comunque per essere rivenduti e non direttamente consumati, almeno in questa fase.
Nonostante questo Dom Pérignon e il Cristal, etichetta di punta prodotta da Louis Roederer, rimangono nella top 5 dei vini più scambiati a livello mondiale nella prima settimana di giugno.
Abelé 1757
Nuova maison in casa AGB Selezione.
Il marchio bresciano di distribuzione di vini, da anni facente parte di Società Excellence, allarga la propria gamma di champagne con quella che è considerata tra le prime 5 maison più antiche di tutta quanta la regione.
Si tratta di Abelé 1757.
Oltre all’età la maison Abelé può vantare il fatto di essere stata la prima, inizio dell’800, ad inventare uno strumento che poi diventerà accessorio indispensabile alla produzione dello champagne: la table de remuage, meglio conosciuta come pupitre.
Oltre a questo fu proprio Henri Abelé il primo ad utilizzare la sboccatura ‘à la glace’.
Le uve che concorrono a dar vita alla gamma della maison provengono da alcuni tra i migliori territori migliori della regione, senza dimenticare anche le aree meno conosciute, ma ugualmente vocate, come quelle di les Riceys.
Potendo attingere da un panel di terroirs così diversi, va da sé che il sapore dei vini della maison punti decisamente sulla complessità.
La vinificazione è semplice, mentre lunga è solitamente la sosta sui lieviti per tutti gli champagne della gamma.
Nota in chiusura per la serie di etichette chiamata ‘sourire’.
Per la storia del nome di queste due referenze millesimate, proposte in versione blanc e rosé, bisogna andare indietro nel tempo fino alla fine della prima guerra mondiale.
Questo sanguinoso evento lasciò la città di Reims, la linea del fronte qui era malauguratamente vicina, praticamente distrutta.
Fu proprio Henri Abelé a farsi promotore del restauro dell’angelo sorridente, una statua del portale della cattedrale raffigurante un angelo dall’enigmatico sorriso.
Nel 1986 la maison presentò una bottiglia dal profilo insolito, le cui linee furono tracciate seguendo il rapporto aureo.
Potete assaggiare gli champagne della gamma di Abelé 1757 partecipando alla prossima Modena Champagne Experience il 15 e 16 ottobre 2023
Cheval Blanc 2022
Per una volta non si tratta di critici ma di operatori di settore.
Sono loro che hanno deciso, dopo gli assaggi in anteprima dell’annata 2022, che l’azienda di Bordeaux migliore in assoluto ha sede a Saint-Émilion.
Si tratta di Château Cheval Blanc. La notizia non solo mette sempre più in crisi la leadership della riva sinistra, più classica, più storica e più’ cabernetizzata’, ma addirittura lo fa in un’annata considerata tra le meglio punteggiate addirittura dal 2007.
Con la media di 96,2/100 la 2022 è l’annata che a Bordeaux ha raggiunto i più alti score da 15 anni a questa parte. Il primo vino di Château Cheval Blanc ha già rilasciato i suoi prezzi en primeur.
La cifra che bisogna sborsare per ogni singola bottiglia di Château Cheval Blanc 2022 è di 470 euro a bottiglia.
Un aumento di circa il 20%, in parte giustificato dalla costante crescita del vino di questo château. Ma cosa ha conquistato i mercanti di vino, tanto da premiare questo vino come migliore dell’annata 2022?
L’equilibrio, specie in un’annata calda in cui la gradazione alcolica è risultata essere piuttosto alta.
Un’altra condizione di unicità dello château è quello di avere una percentuale molto alta di Cabernet Franc, varietà capace mantenere ottime doti di freschezza anche in annate molto calde.
In Italia i vini di Cheval Blanc sono distribuiti da: Cuzziol Grandivini, Balan, Ghilardi Selezioni, Sarzi Amadé, Vino & Design e Divinport.
Comtes De Champagne Taittinger
La storica maison entra nella distribuzione di Ghilardi Selezioni, membro di società Excellence.
La storia della maison comincia negli anni ’30 del secolo scorso, quando Pierre Taittinger acquista Château de la Marquetterie ad Epernay.
Oggi i vigneti aziendali si estendono fino a poco meno di 300 ettari. La ripartizione varietale per Taittinger prevede una prevalenza di Pinot Noir (48%), seguito da Chardonnay e Pinot Meunier.
La bottiglia di punta della maison, prodotta anche in versione rosata, è chiamata Comtes de Champagne. Caratteristica sin dalla forma della bottiglia, quest’etichetta è composta da sole uve Chardonnay, provenienti da 5 villaggi Grand Cru della Côte des Blancs: Avize, Chouilly, Mesnil-sur-Oger, Oger e Cramant.
Una piccola parte della massa del Comtes de Champagne è affinato per 4 mesi in botti nuove.
Questa cuvée de prestige affina sui lieviti per ben 10 anni prima della sboccatura.































































































































