Dal 21 al 27 aprile a Bordeaux si svolge l’en primeur. Si tratta della degustazione in anteprima dell’annata 2023.

I vini in assaggio sono perciò dei campioni di botte, che verranno messi sul mercato circa un anno e mezzo dopo questa degustazione.

Per il cliente finale, consumatore o collezionista che sia, questo momento presenta molti vantaggi, a partire da prezzi, piuttosto bassi.

Ovviamente bisogna avere un négociant e spesso un importatore di riferimento, anche per districarsi con le innovazioni, tante, o in generale i cambiamenti che possono interessare i vari châteaux.

A questo va sommato un ulteriore vantaggio per chi, alla fine, metterà le mani su quella bottiglia di quel determinato château: il formato.

Solo durante le anteprime ci si possono assicurare imbottigliamenti particolari.

Di solito in un’annata media i prezzi non crescono o almeno non quanto in una buona.

Anche per chi guarda a Bordeaux come vini da investimento l’anteprima può essere una tappa da non perdere, anche se… Anche se i Bordeaux non dominano più questo scenario come in passato; oltre 10 anni fa costituivano il 90% dell’offerta.

Tuttavia considerando che la bolla relativa ai vini di Borgogna, secondo molti, si sgonfierà a breve, l’anteprima di Bordeaux potrebbe tornare ‘di moda’.

Negli ultimi anni infatti sono stati gli châteaux della riva destra, specie i top di Pomerol e Saint-Émilion, l’oggetto del desiderio di molti collezionisti, di molti investitori e altrettanti consumatori.

Motivo? Più di uno. Le ridotte dimensioni delle aziende, anche meno di 10 ha, unite a qualche vendemmia non proprio abbondante hanno fornito a questi vini il carattere di esclusività che manca ai vini della riva sinistra.

A questo si legano le sempre più innovative tecniche di cantina e la ‘prontezza’ maggiore messa in pista, pardon nel bicchiere, dal Merlot, varietà prevalente in questi vini.

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