Erano già stati da queste parti, siamo nella zona di Bolgheri, con un progetto enologico precedente sino al 2016.
Oggi la famiglia Fratini ritorna sempre qui, l’aria di casa si sarà fatta sentire, con una tenuta che porta il loro cognome.
Tenuta Fratini è molto grande. Siamo di fronte ad un progetto che può contare su 1000 ettari, anche se quelli dedicati alla vite, oggi, sono solamente 28.
Le varietà presenti su questa porzione di azienda sono quelle tipiche della zona: Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.
I terreni in cui cresce la santa trinità delle varietà del bolgherese, e alla fine anche del bordolese, sono geologicamente caratterizzati da una natura piuttosto eterogenea, adagiata su alcuni dei pendii più alti delle colline metallifere del comprensorio bolgherese; fattore che permette alle parcelle della tenuta di godere di venti freschi nei caldi mesi estivi.
Se qualche riga più in alto abbiamo scomodato il rapporto di contiguità con Bordeaux non è solo per un’affinità varietale, ma in qualche modo anche produttiva.
Eric Boissenot, la superstar dei consulenti della riva sinistra, uno che annovera consulenze pluriennali con i top châteaux bordolesi come Mouton, Lafite & co, ha collaborato e collabora con la tenuta per far sì che il terroir dell’azienda possa esprimersi, da subito, sul registro dell’eccellenza.
I vini che da questo progetto derivano, in Italia saranno distribuiti in esclusiva da Meregalli (socio Excellence SIDI), sono il Clinio (IGT Toscana a base Merlot), l’Harte e l’Hortense: quest’ultimo duo in etichetta reca la denominazione Bolgheri Superiore e per entrambi il vitigno di riferimento è il Cabernet Franc.
Come non confonderli?
L’Harte è più spigoloso e selvaggio, rimanendo sempre identitario, l’Hortense invece ha più rigore e struttura, senza tuttavia che la facilità di beva, e di abbinamento, ne venga pregiudicata.









